Il Derby d’andata di Coppa Italia rimanda ogni discorso finale tra venti giorni. Inter e Milan si annullano affrontandosi a tratti a viso aperto, nella maggior parte dei minuti con prudenza e dosando le energie. 

L’Inter parte un po’ lenta e compassata nel palleggio. Il Milan prova ad approfittarne con transizioni veloci una volta recuperata palla. Darmian si allarga e si alza spesso in fase di non possesso per allungare la squadra. Il suo movimento si limita a essere premiato con palla sui piedi e scarico dietro. Quindi l’Inter non ha un vero e proprio sviluppo sulla destra che possa portare a un cross dal fondo o un’azione pericolosa. Il palleggio risulta schermato bene dal 4-4-2 compatto rossonero che decide di non prendere alti i nerazzurri e aspettarli in blocco medio bassi. Così Calhanoglu e Barella si devono abbassare tanto per ricevere palla e una volta risalito il campo si trovano spesso in inferiorità numerica data la grande densità milanista. Leao e compagni lasciano il possesso agli avversari. Quando recuperano palla il 4-4-2 si trasforma in un 4-2-3-1 con uscita prevalente a sinistra dove Theo sovrappone a Leao e viceversa, rendendo difficoltose le coperture di Darmian e Bisseck a causa del mis-match in velocità. A sinistra c’è una buona spinta del duo Bastoni-Carlos, che riescono sempre a far preoccupare Walker dei compiti difensivi.

I nerazzurri provano invece a proporre gioco con Correa che viene incontro al pallone e gioca da trequartista e Barella che prova ad alzarsi fino a supportare Thuram. Il francese resta sempre un po’ fuori dalla manovra e non riesce a incidere come sempre sulla partita. Dall’altra parte Abraham duella con De Vrij e Bisseck e tiene sempre il terzetto di difesa molto basso, così che ci sia più campo da prendere palla al piede per Pulisic, Jimenez e soprattutto Leao. Dopo 20 minuti di studio la partita si stappa e diventa frizzante, con azioni pericolose da una parte all’altra. Dopo il 60’ invece, una volta che l’Inter ha trovato il gol del pareggio, le maglie si richiudono e il match diventa un dosare le forze e non prendere gol. Ogni discorso è rimandato alla gara di ritorno.

Sezione: Angolo tattico / Data: Gio 03 aprile 2025 alle 13:37
Autore: Riccardo Despali
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