Nel corso della lunga intervista rilasciata a Sky Sport Deutschland, Yann Bisseck non ha chiuso alla possibilità di diventare una bandiera dell'Inter, di fronte alla domanda relativa sue prospettive di carriera: "Se a un certo punto in futuro sarà la mia migliore opzione tornare in Germania, tornerò in Germania. Se sarà la Spagna, sarà la Spagna. E se sarà restare qui per sempre, resterò qui per sempre. Farò ciò che è meglio per me e dove mi sento meglio. Ma al momento non è per nulla un problema. Ho prolungato il mio contratto con molta attenzione e sono incredibilmente felice all'Inter". 

Intanto, il giocatore tedesco si gode il presente e tutte le emozioni che gli dà essere un giocatore nerazzurro: "Mi vengono i brividi ogni volta che gioco a San Siro - ha ammesso -. Non ho mai giocato in uno stadio migliore in vita mia. Non c'è niente di meglio quando i tifosi cantano il tuo nome. I nostri tifosi sono incredibili. Le persone tifano non solo il giorno della partita, spesso vengo riconosciuto per strada. Le persone sono molto rispettose". 

Tornando all'estate del suo arrivo a Milano, Bisseck ricorda ancora l'accoglienza che gli riservarono i tifosi: "Non sapevo che i nuovi arrivati fossero così seguiti, ma bisogna fare delle distinzioni. C'è gente che viene acquistata per 60 milioni di euro, io fui pagato appena sette milioni. È bello sapere quanto la gente tenga al calcio. Ti fa capire quanto è grande ciò che stiamo facendo qui. Ecco perché è un grande privilegio giocare qui". 

La passione dei tifosi fu travolgente, ma in pochi credevano che Bisseck si sarebbe imposto così velocemente all'Inter: "Posso contare sulle dita di due mani le persone che hanno creduto in me - racconta il tedesco -. Ma penso che questo renda il tutto ancora migliore. Il tempo trascorso in Portogallo, Olanda e anche Germania non è stato facile, ma questa è una cosa che alla fine ti rende solo più forte. È facile per me dirlo ora perché è andata bene (ride, ndr), ma ci ho sempre creduto. E le persone che non hanno mai dubitato di me mi hanno dato forza". 

Ora le cose vanno a gonfie vele per Bisseck, che però ai tempi del Vitória de Guimarães maturò anche pensieri di ritiro precoce: "Sì, li ho avuti. Avevo già un piano ben ponderato, quello di trasferirmi a Berlino con un amico. Per studiare qualcosa, condividere un appartamento. Mi vedevo già lì (ride, ndr). Fortunatamente, le cose sono andate diversamente. Il mio amico ora è felice, però. Sono felice per lui che abbia preso la sua strada - e sono felice per la mia. La cosa più importante è che siamo entrambi soddisfatti. Ho sempre voluto studiare medicina. Sono sicuro che avrei trovato qualcosa. Ma guardandomi indietro, sono molto, molto felice di non dover fare esami, ma di poter giocare a calcio davanti a 70.000 spettatori". 

Quanto al difensore a cui si ispira, Bisseck sceglie Virgil van Dijk: "È concentrato per 90 minuti, ha presenza. Non si prende cura solo di se stesso. Si assicura che l'intera difesa e tutti i compagni di squadra siano sempre dentro la partita. Quelle sono le caratteristiche. Essere un leader. È qualcosa che potrei essere a 24 anni".  Infine, Bisseck parla così del compagno di squadra Marko Arnautovic: "Non è così pazzo come la gente dice. È un ragazzo molto simpatico che si prende anche cura dei suoi ragazzi e amici. Puoi star certo che sarà sempre dalla tua parte, ha sempre la battuta pronta . È sicuramente uno dei ragazzi più divertenti nello spogliatoio". 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 04 febbraio 2025 alle 15:20
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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