Beppe Marotta, presidente dell’Inter, si presenta ai microfoni di Sport Mediaset prima dell’inizio del derby contro il Milan per la consueta presentazione del match e per parlare dei progetti del club nerazzurro in campo e fuori:

Può iniziare la fase finale di stagione che può regalare grandissime soddisfazioni. Coppa Italia primo di tre grandi obiettivi.
“Io non parlo di Triplete, l’obiettivo primo era essere presente in tutti questi obiettivi a questo punto. Oggi inizia il primo test, con la gara di ritorno che decreterà la finalista. Siamo contenti di recitare da protagonisti”.

Sala oggi ha replicato al suo scetticismo chiedendole di pensare a vincere lo Scudetto.
“Risposta facile: il mio scetticismo non era legato al progetto, ma al gap che passa tra i nostri club e l’Europa. Solo 2 stadi nuovi su 150 sono stati costruiti in Italia. Il Ministro Abodi sta per nominare un commissario ad hoc per gli stadi. Non volevo urtare il sindaco per questo discorso pieno di difficoltà. Poi al sindaco dico che non vogliamo vincere solo lo Scudetto ma anche la Coppa Italia”.

Preferisce prendere una strada o è molto contento come Inzaghi di essere in corsa per tutto?
“Vorrei imboccare tutte le strade, la storia del club dice che dobbiamo essere protagonisti. Non escluderei questa competizione a discapito di un’altra. Oggi ringrazio l’area tecnica perché questo risultato è frutto della cultura del lavoro e del senso di appartenenza, valori importanti nel calcio di oggi”.

Quale sarà la direzione viste le tante partite da giocare? Rose profonde o rotazione dei giocatori?
“Tutti gli addetti ai lavori stanno valutando la rosa da impostare, tra Fair Play Finanziario e calendario ricco di impegni. Oggi è un calcio di maggiore intensità, con contrasti ad alta velocità e con un numero alto di infortuni muscolari. Il fisico non può reggere tutte queste partite, bisogna usare buonsenso tra club e Federazioni per un calendario più armonizzato”.

Se arrivate fino in fondo, farete 55 partite prima del Mondiale per Club. I problemi muscolari sono inevitabili”.
“Sì, ormai il calcio di oggi è più veloce e per i club di vertice gli impegni sono tanti, con le Nazionali rischiano di diventare estremamente numerosi. Servono rose più ampie”.

Che effetto farebbe ritrovare Paratici da avversario?
“Nessunissimo. Non so cosa farà il Milan e le situazioni non mi riguardano. Decideranno loro, al meglio”.

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Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 02 aprile 2025 alle 20:32
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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