"Sarà speciale". Piotr Zielinski ha sintetizzato con queste due semplici parole il 'ritorno a casa' che lo attende nel tardo pomeriggio di sabato, quando l'Inter farà tappa al Maradona per il big match dal sapore di scudetto contro il Napoli. Dove il polacco, forse ora definitivamente in rampa di lancio, ha trascorso otto lunghi anni fatti di gioie (su tutte lo Scudetto conquistato sotto la gestione Spalletti) e dolori, arricchiti da gol, assist e prestazioni da top player. Quelle che finora Zielu ha offerto solo a sprazzi sotto gli occhi attenti della Madonnina. La performance che, ad oggi, spicca sopra le altre risale allo scorso 27 ottobre, nel pazzo 4-4 contro la Juventus in cui si è reso protagonista con una doppietta su calcio di rigore.

Chiamato in quel periodo ad indossare le vesti di alter ego dell'infortunato Calhanoglu, Zielinski ha risposto presente in tutto e per tutto: dalle geometrie da regista puro, anche se con qualche punto in meno del turco in fase di interdizione, fino all'essere glaciale dagli undici metri. Per informazioni chiedere a Di Gregorio, che nel giro di 90' non è mai riuscito ad ipnotizzarlo come successo ieri sera al collega Perin nella disastrosa débâcle bianconera sotto i colpi dal dischetto del sorprendente Empoli, che ha poi strappato meritatamente il pass per la semifinale di Coppa Italia. Una serata amara per la Vecchia Signora, in campo con gran parte dei titolari ma presa a pallate dalle tante seconde linee toscane. L'esatto contrario di quanto successo a San Siro appena 24 ore prima, quando Inzaghi ha invece deciso di affidarsi a diverse riserve (pardon, co-titolari) per superare una Lazio schierata da Baroni quasi con l'undici-tipo e volare in semifinale.

Proprio nella nottata di San Siro che ha tarpato le ali alle Aquile si è messa in luce tutta la classe del nativo di Ząbkowice Śląskie, che ha incantato i circa 54mila spettatori in tribuna con sterzate improvvise, tunnel visionari e tocchi da intellettuale del centrocampo. Dimostrando inoltre duttilità tattica nel momento di estrema emergenza, quando il tecnico piacentino ha deciso di traslarlo sulla fascia sinistra in un inedito 4-4-2 stilato per tamponare l'emergenza sugli esterni che vede al momento a disposizione i soli Dumfries e Dimarco, con Carlos Augusto, Zalewski e Darmian (andato ko proprio contro la Lazio) ai box per i vari problemi fisici.

Anche a Napoli, c'è da scommetterci, la filastrocca della mediana sarà la stessa di sempre: Barella-Calhanoglu-Mkhitaryan, anche se quest'ultimo è apparso in calo di condizione nell'ultimo periodo. La speranza è che il turno di riposo in Coppa gli abbia fatto ritrovare l'abituale brillantezza. Inzaghi non rinuncerà mai all'intelligenza tattica del Professore armeno in una serata di gala come quella in programma sabato alle 18 all'ombra del Vesuvio, ma sicuramente aver rispolverato la qualità del grande ex Zielinski non può che rappresentare una nota positiva. Nell'arco del Demone c'è una (velenosa) freccia in più da poter scoccare. 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 27 febbraio 2025 alle 20:29
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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