"Il mio passato non lo posso negare. Ho passato13 anni all'Inter, società che mi ha dato tanto. Mi ha anche dato la possibilità di diventare allenatore, sostenendomi. Però oggi eravamo avversari, sono rimasto un po' distaccato. Poi un po' di emozione l'ho avuta, ma credo sia normale", ha detto Cristian Chivu in conferenza stampa a margine del match contro la sua ex Inter, rispondendo proprio a proposito del suo passato.

Le ha chiesto coraggio.
"La squadra ha risposto bene sì. Sono stati bravissimi, sono entrati e hanno acceso la scintilla che mancava. Probabilmente anche nel primo tempo avremmo potuto fare meglio, ma avevamo fretta di andare a concludere. Poi qualche bella parata Sommer ha dovuto farla, ma loro ci hanno messo in difficoltà. Nel secondo tempo abbiamo cambiato il modulo perché l’Inter magari pensava che la partita era chiusa e noi siamo riusciti a pareggiarla".

Su Pellegrino ha dato la svolta.
"È un attaccante vero, che sta lavorando e cerca di migliorare. Sono scelte che un allenatore deve fare, per me conta poco chi parte titolare, l'importante è che tutti abbiano voglia e carattere per portare un contributo alla causa. Sia che si tratti di novanta minuti, o trenta o dieci, l'importante è l'atteggiamento. Io pensavo di cambiare modulo, non avevo mai smesso. Serve lavorare e restare con i piedi per terra per preparare la prossima partita".

È quasi una vittoria questa. È una quasi vittoria di Cristian Chivu?
“Il merito non è mio, ma dei giocatori che entrano in campo e esaudiscono le tue richieste. Oggi ho messo in difficoltà un giocatore e probabilmente un intero reparto. Ma credevo nella nostra forza e nel nostro palleggio, ma ho chiesto il sacrificio a Almqvist e  forse un intero reparto. Credevo nel nostro palleggio e gli ho chiesto un sacrificio. Era in difficoltà e a me dispiace. Un allenatore può avere delle idee, ma se i giocatori non rispondono è tutto inutile. I meriti sono dei miei ragazzi che vanno in campo e provano a fare quello che gli chiedo".

Può dare autostima questo punto? Per mostrare tutte le qualità della rosa:
"L'hanno dimostrato anche stasera, hanno ripreso una partita contro l'Inter. Ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Mancano ancora punti per raggiungere la salvezza, dobbiamo lavorare con voglia e carattere, servirà sempre la migliore versione di tutti i ragazzi ogni giorno e ogni domenica. Ma lo ripeto come un martello pneumatico, penso l'abbiano capito".

Il Parma si è abbassato dopo il pareggio, ma l'inerzia era dalla parte dei crociati:
"Ogni tanto serve guardarsi la punta del naso e capire che magari una squadra come l'Inter, che vince due a zero all'intervallo, può entrare con il pilota automatico. Poi al pareggio anche loro vogliono tornare in vantaggio. Non era semplice, siamo stati bravi. Anche con tre attaccanti puri. Bonny ha dato tutto fino a chiedere il cambio. Non potevo mettere a rischio il risultato ed il pareggio era da tenere stretto. L'Inter se decide di accelerare ha giocatori che fanno la differenza".

Serve tenere alta l'attenzione prima della Fiorentina:
"Piedi per terra e capire i nostri limiti. Con il lavoro, con autostima, con sacrificio e coraggio possiamo arrivare al nostro obiettivo".

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Sezione: L'avversario / Data: Sab 05 aprile 2025 alle 21:20
Autore: Egle Patanè
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