Ormai da qualche tempo, il derby di Milano è anche derby tra proprietà straniere. Da maggio, peraltro, con l'insediamento di Oaktree nell'Inter, si tratta anche di proprietà entrambe americane come sottolinea la Gazzetta dello Sport. Ma non tutti i fondi sono uguali.

"La proprietà rossonera non può non subire l’occhio vigile del prestatore che, a garanzia dell’esposizione, vanta il pegno sulle azioni del Milan e, non a caso, ha piazzato nel cda due suoi rappresentanti, uno dei quali (Gordon Singer) particolarmente ascoltato - si legge -. Cardinale, peraltro, ha scelto la continuità manageriale nominando a.d. e cfo due ex dirigenti di Elliott, Furlani e Cocirio. La proprietà nerazzurra non deve dare conto a nessuno, non ha scadenze imposte da terzi e può gestire il piano di valorizzazione dell’asset su un orizzonte di medio-lungo periodo, chiaramente con l’obiettivo di estrarre il massimo possibile dall’Inter. RedBird e Oaktree, comunque, perseguono lo stesso fine: portare le società milanesi su un livello superiore, in modo da ricavare un ritorno dell’investimento".

E su questo solco si inserisce anche il discorso stadio, tema sul quale Inter e Milan sono allineati. È stata presentata una proposta che prevede costi di 1,25 miliardi per la costruzione di un nuovo impianto da 71.500 posti, la rifunzionalizzazione del Meazza e la riqualificazione dell’area. 

Sezione: Rassegna / Data: Mer 02 aprile 2025 alle 10:48 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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